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Come raggiungere l’Indipendenza Energetica

L’argomento dell’indipendenza energetica Noi lo trattiamo da molti anni , ma leggendo i miei articoli pubblicati anche solo pochi mesi fà , sembrano già obsoleti , antichi , sorpassati , figuriamoci quelli scritti 5 anni fà.
Il motivo è la continua evoluzione delle tecnologie che si rendono disponibili sul mercato , e questo provoca un continuo aggiornamento del nostro progetto , atto a raggiungere l’agognato obbiettivo dell’indipendenza energetica.
L’evoluzione Tecnologica è fatta di tanti, piccoli ma continui miglioramenti, di molti prodotti tecnologici, che se sfruttati bene nel loro insieme permettono di raggiungere obbiettivi impensabili , sino a pochi mesi prima.
Sì mesi, non si può parlare di anni in questo settore, ma di mesi.
Tanto che d’ora in avanti inserirò la data nell’articolo, in modo che a colpo d’occhio
si possa valutare la freschezza delle notizie esposte.
Quindi , oggi, 30 Luglio 2017 è il giorno Zero! , tutto quello che ho detto prima è
sorpassato, migliorabile sia dal punto di vista dei risultati che otterremo , che della spesa che dovremmo sostenere, che sarà sempre più bassa.
Perché lo scopo che ci siamo prefissati è quello di ottenere il massimo, spendendo il minimo possibile.
Per raggiungere questo obbiettivo dovremo sfruttare al massimo la tecnologia e scendere spesso a dei compromessi , e sì Compromessi, perché lo stesso obbiettivo lo possiamo raggiungere in modi diversi, più o meno efficienti, più o meno costosi, che spesso possono risolvere situazioni che prima erano impraticabili.
Ora per farvi capire bene il mio concetto nel suo insieme farò una serie di esempi
cercherò di adottare un linguaggio comprensibile a tutti, usando il meno possibile
termini tecnici, comunque qualche numero dovrò pur esporlo, perché alla fine parleremo sempre di, Kw. e di Euro .
Le variabili del progetto possono essere molte, a livello di potenze e di costi, perchè tutto è vincolato dalle dimensione della casa, dalla sua classe energetica, dalla zona climatica, e dal numero dei componenti che la abitano.
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La logica del progetto resta comunque la stessa, con degli aggiustamenti dettati appunto dalle diverse condizioni.
La prima cosa da fare è una precisa analisi dei consumi energetici sostenuti in un anno, sia elettrici che termici, quindi tirare fuori tutte le bollette elettriche e del metano e fare le somme dei costi energetici annui sostenuti.
Questo è un primo dato, il secondo dato da visualizzare è quanti Kw di energia elettrica si sono consumati in un anno.
Riguardo la bolletta termica potremmo trovare diversi tipi di carburante, tipo
Metano, GPL , Gasolio, Pellet, Legna , quindi avremo dei costi diversi a parità di calorie sviluppate, sicuramente i più bassi risulteranno la Legna ed il Pellet, ma
nel computo dei vantaggi non dimentichiamo di inserire anche l’impegno di tempo e fisico oltre lo spazio occupato per accatastare da questi due prodotti, che spesso sono il motivo del loro abbandono, mediamente dopo tre a quattro anni del loro utilizzo.
Occorre poi fornire tutti i dati della casa che sono:
Cubatura degli spazi riscaldati , zona climatica , classe energetica , tipo di finestre, se si usa prevalentemente la doccia oppure la vasca da bagno, nr. di persone che abitano la casa , tipo di elementi radianti , spazio disponibile sul tetto ed orientamento della falda.
Questi dati preliminari sono molto importanti , perché sono le basi per poter sviluppare il nostro progetto, che deve essere fatto su misura in base ai dati raccolti.
Spesso ci giungono richieste di preventivo con questa sola domanda.
Vorrei un preventivo per una Casa a Costo Zero.
Senza specificare nient’altro a volte nemmeno il loro nr. di Telefono.
Fatta questa premessa direi di entrare nel cuore dell’argomento e vedere cosa occorre fare per raggiungere l’indipendenza energetica.
Non sarà una cosa tanto semplice, perché ci sono molti ostacoli da superare, ed occorre tener conto di alcuni fattori che spesso vengono ignorati.
Quindi faremo ora delle considerazioni che ci aiuteranno a capire quali elementi detteranno le regole per impostare l’insieme del nostro progetto.

La Casa a Costo Zero

Premetto che questa ipotesi di progetto è impostata per una riqualificazione energetica di una Casa con 20/25 anni di età, quindi un Retrofit.
Su un’abitazione di nuova concezione in Classe A è tutto più semplice e meno costoso.
Per raggiungere l’indipendenza energetica la prima cosa da fare è trasformare tutto
In elettrico, quindi niente Gas o gasolio o altro, ma la sola fonte di energia deve essere l’Elettricità , in quanto il metano non possiamo produrlo in proprio , ma l’energia elettrica sì.. tramite un Impianto Fotovoltaico.
Quindi sostituire la caldaia a metano con un’altra tecnologia elettrica ( che dopo vedremo), sostituire il piano di cottura a Gas con uno ad induzione magnetica,
ed infine installare un impianto fotovoltaico ed il gioco è fatto!.. Semplice no!
Sembra semplice, ma in realtà va tutto dimensionato e razionalizzato altrimenti
si rischia di buttare via i propri soldi , con risultati deludenti.
Iniziamo subito a mettere dei paletti , ed analizzare anche i limiti della tecnologia Fotovoltaica.
Questo è necessario in quanto avendo una casa tutta elettrica la sola fonte di energia sarà il nostro impianto fotovoltaico ed il contatore di rete.
Il primo paletto da mettere è fare tutto in 220V. monofase che è consigliabile , in quanto tutti gli elettrodomestici e l’impianto di illuminazione funzionano con la 220 monofase , ed adottare un contatore trifase sbilancerebbe il tutto.
Questo sarà possibile sino a case di 250 mt.2 , oltre occorre la trifase, ma nella maggior parte dei casi saremo entro questi limiti.
La potenza massima di contatore monofase , che potremmo avere sarà di 6,6 Kw. oltre sarà trifase.
Lo stesso sul fotovoltaico, la potenza massima sul monofase sarà di 6 Kw, oltre sarà trifase.
Questo è il primo paletto di potenza massima, ma se il progetto lo permette lo ridurremo al minimo indispensabile tipo 4,5 Kw oppure 3 Kw (parlo del contatore)
perché per il fotovoltaico è tutto un altro discorso che poi approfondiremo.
Un impianto Fotovoltaico di 3 Kw , che è la taglia, cioè la sua potenza massima
Quanto produce in un anno?, e soprattutto come è spalmata questa produzione?
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Un impianto da 3 Kw vuol dire che ha la potenzialità massima di produrre 3 Kw all’ora , perché in ambito elettrico si parla sempre di KW/h cè sempre il fattore tempo, si ma quanto produrrà questa potenza di picco, la produrrà solo quando ci sarà la massima insolazione con la temperatura ambiente più bassa, quindi nelle ore centrali del mese di maggio /giugno, a luglio/ agosto già renderà di meno perché con le temperature più alte la resa, scenderà.
Poi avremo diverse erogazioni di potenza nell’arco della giornata in base all’insolazione quindi alle ore 8 di mattina il nostro impianto produrrà solo 400 Watt

0,4 Kw , alle 10 produrrà 2 Kw alle 13 produrrà 2,7 Kw e così via, per poi non produrre più nulla ,di notte.
Come vediamo è una produzione molto variabile sia a livello giornaliero che stagionale, perché lo stesso impianto se lo andiamo a misurare il giorno 21 Dicembre alle ore 12 produrrà solo 1 Kw quindi un terzo della potenza di picco, ed avremo anche meno ore di insolazione.
Come vediamo cè una discontinuità di produzione che occorre tener in considerazione nel nostro progetto.
Generalmente si evidenzia la produzione annua di un impianto fotovoltaico.
Un impianto di 1 Kw se ben orientato a Sud, senza ombre sulla sua superficie anche parziali nel nord Italia produrrà 1.250 Kw /anno, nel centro 1.400 Kw /anno, nel sud
1.800 Kw / anno, basta moltiplicare questo valore per i Kw di impianto realmente installati e si avrà la produzione annua totale.
Per esempio un Impianto F.V. di 6 Kw installato nel centro Italia produrrà 8.400 Kw/anno , che sono un bel valore in quanto con questa energia si potrà abbassare di molto i costi elettrici di una casa alimentata

a sola energia elettrica, ma purtroppo non è così perché avremo due discontinuità di produzione, una giornaliera ed una stagionale.
Questo è il vero problema da risolvere.
L’energia elettrica purtroppo và consumata subito, contestualmente alla sua produzione, altrimenti và sprecata o quasi regalata alla rete ( Scambio sul Posto).


Generalmente si riesce ad auto consumare solo il 25% dell’energia prodotta ,perché non combaciano i tempi di produzione con quelli del consumo , se ci mettiamo d’impegno facendo lavorare la lavatrice, l’asciugatrice , la lavastoviglie di giorno quando il nostro impianto produce, potremmo arrivare al 30/35% di autoconsumo ma non oltre, rimane sempre un 65/70% di energia che andrebbe sprecata, ma qui ci potrebbero venire incontro i sistemi di accumulo elettrici, ma non arriveremo mai oltre il 50% di autoconsumo, perché i regolatori di carica delle batterie ci faranno da filtro e cattureranno solo una parte dell’energia non auto consumata quindi la rimanente andrà comunque sprecata e parliamo del 50% dell’energia prodotta, ma possiamo fare un’altra cosa, l’accumulo termico, e lo faremo solo con tutto il rimanente dell’energia prodotta, risultato 100% di autoconsumo, non scambiamo nulla con la rete, e questo ci procurerà due vantaggi.
Il primo vantaggio è sfruttare tutta l’energia prodotta , abbassando i costi energetici di molto , il secondo vantaggio e che possiamo realizzare un impianto fotovoltaico
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ad isola senza fare le pratiche dello scambio sul posto ed installare il secondo contatore, questo ci farà risparmiare un costo burocratico di circa 800 € che potremmo destinare ad altre cose.
Quindi riepilogando, l’impianto fotovoltaico dotato di un sistema di accumulo sia elettrico che termico ci eliminerà il problema della discontinuità di produzione giornaliera, abbassandoci drasticamente i costi energetici.
La logica dell’utilizzo del fotovoltaico è impostata su tre livelli di priorità.
1°- consumo elettrico domestico
2°- Accumulo elettrico nelle batterie che ci aumenterà le ore di autoconsumo
3°- Accumulo termico per produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento.
Per logica di utilizzo intendiamo che ci saranno dei dispositivi elettronici che decideranno a chi destinare per prima l’energia elettrica prodotta dal nostro fotovoltaico.
Con questi dispositivi avremo raggiunto la totale indipendenza energetica per almeno 7 mesi l’anno, ma i rimanenti mesi soprattutto quelli invernali , dove avremo i massimi consumi elettrici che combaceranno con la minima produzione elettrica
non riusciremo ad avere abbastanza energia per azzerare la bolletta .


questo problema si può risolvere solo sovradimensionando il nostro impianto FV.
Ma come abbiamo detto all’inizio il massimo di potenza sul monofase è di 6Kw
che in inverno diventeranno 2Kw per meno ore di insolazione.
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In pratica il 21 dicembre (il giorno più corto dell’anno) nel centro Italia un F.V. di 6 Kw riuscirà a produrre appena 12 Kw di energia elettrica al giorno, contro i 38 che produrrà il 21 giugno.
Vedi grafico produzione e consumi elettrici annui, (il grafico fa riferimento ad un impianto F.V. di 3 Kw. installato nel centro Italia )
In Blu abbiamo la produzione, in rosso i consumi.
Facciamo ora il punto della situazione e simuliamo un’ipotesi di progetto,tenendo conto delle argomentazioni che abbiamo appena trattato e vediamo che livello di indipendenza energetica riusciremo a raggiungere , ed a che costo.
Faremo poi un’analisi dei costi e benefici raggiunti , ed i tempi di rientro dell’investimento.
Faremo ora un’ipotesi di progetto su una casa singola di 160 mt.2 , su due piani, altezza dei vani 2,75 mt. , costruita 20 anni fa, classe energetica , E
Impianto radiante con termosifoni in ghisa, caldaia a Metano, 4 persone che vivono la casa, zona climatica centro Italia , 100 mt. S.l.m., prevalentemente per lavarsi si usa la Doccia.
Costo annuo bolletta metano, € 2.100, costo annuo bolletta elettrica € 1.200
Totale costi energetici annui € 3.300
Analizzando le bollette elettriche vediamo un consumo annuo di 3.800 Kw.
ed un consumo annuo di 2.700 mt/3 di metano
La prima cosa da fare è dimensionare la centrale termica e vedere quale tecnologia adottare.
La giusta potenza termica, in questo caso “ sarebbe” di 14 Kw., la temperatura dell’acqua deve raggiungere almeno i 60/ 65° , in quanto abbiamo i radiatori in ghisa.
Quale è il prodotto ideale da adottare in questo caso ?… , ce ne sono diversi , ma ognuno ha i suoi pro, ed i suoi contro, che poi vedremo.
Una Pompa di calore Aria Acqua è sicuramente la prima tecnologia ad essere presa in considerazione, perché è una centrale termica elettrica che dialoga con il fotovoltaico , ad alto rendimento, con un C.O.P. di 4,5 ( a +8° di temp. esterna )
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Ma questo prodotto ha bisogno di un paio di aggiustamenti e compromessi per poterlo inserire nel nostro progetto in maniera efficiente , ricordate all’inizio dell’articolo quando parlavo di compromessi, ecco questo sarà il primo.
Vediamo di analizzarlo nel dettaglio, in quanto questa scelta detterà le basi per lo
sviluppo del nostro progetto .
Tutto parte dalla giusta scelta della centrale termica che determinerà i consumi elettrici invernali, quindi detterà i valori per il giusto dimensionamento del generatore di energia elettrica adatto a raggiungere l’agognata indipendenza energetica.
La centrale termica ideale in questo caso sarà composta da un impianto ibrido che adotterà due tecnologie ”elettriche” che lavoreranno in simbiosi, con tempi e modi diversi, in modo da non impegnare troppi Kw di energia elettrica contemporaneamente e farci rimanere dentro i Kw disponibili sia del contatore che del F.V. e soprattutto lasciare anche energia per il resto della casa, questo è il (primo compromesso)
Queste due tecnologie sono , una Pompa di Calore, ed una Caldaia Ionica .
La sola pompa di calore non riuscirebbe mai a raggiungere temperature sopra i 55°
Queste due centrali termiche lavoreranno in cascata , prima una , poi l’altra con una certa logica, con lo scopo di ripartire al meglio i consumi e la resa , questi 2 generatori immetteranno calore in una particolare unità interna idronica , che avrà la funzione di scambiatore di calore ed accumulo termico.
Poi da questo particolare “ Puffer” si preleverà l’acqua sanitaria e quella per il riscaldamento della casa.
La potenza totale della centrale termica la abbassiamo a 10 Kw, ripartiti così :70% pompa di calore e 30% caldaia ionica ( secondo compromesso)
Cop medio 3 , temperatura raggiungibile dell’acqua anche di 80°.
Sino a 45° lavorerà solo la pompa di calore da 45 a 55° lavoreranno insieme sia la P.d.Calore che la Caldaia Ionica , dai 55° in su lavorerà la sola caldaia Ionica
Potenza termica totale accumulabile dai 25 ai 40Kw a seconda delle dimensioni del serbatoio.
Il tutto verrà alimentato da un impianto F.V. di 6 Kw dotato di un sistema di accumulo elettrico , ed una centralina di controllo chiamata Leonardo , che gestirà la rimanente energia elettrica prodotta dal F.V. non ancora auto consumata e la
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invierà alla caldaia Ionica creando un accumulo termico da utilizzare poi in seguito, in base alle esigenze.


Sopra uno  schema di impianto, dove vediamo  pompe di calore ,  caldaia Ionica,  serbatoi di accumulo, il Surplus Energy Capture ( Nr. 9) e l’impianto F.V.

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Facciamo ora il punto della situazione ed andiamo ad analizzare cosa ci produrrà questo tipo di impianto ed a che costo di esercizio.
Potenza termica immediata 10 Kw/h , COP medio 3 consumo orario 3.3 Kw
Accumulando 300 lt di acqua ad 80° avremo un volano di energia termica di 24 Kw
Per ottenere questo risultato impiegheremo meno di 2 ore e consumeremo un totale di 5,9 Kw di energia elettrica, che andremo ad attingere completamente dal nostro fotovoltaico , in quanto l’impianto termico nella sua fase di ricarica lo faremo lavorare nel cuore della giornata quando avremo la massima produzione di energia
elettrica , ( NB: faremo solo l’accumulo termico i termosifoni partiranno in tempi diversi ) , anche nel mese di dicembre si produce una certa quantità di energia.
Ricordate i 12 Kw di produzione giornaliera invernali contro i 38 Kw estivi .
Quindi anche il 21 dicembre un fotovoltaico di 6 Kw. nonostante il suo calo di resa dovuto alla bassa insolazione ci darà sufficiente energia per fare due ricariche di energia producendo un totale di 48 Kw termici che saranno sufficienti sia per mandare a temperatura la nostra casa ed anche al suo mantenimento.
Ma prelevando tutta l’energia prodotta dal fotovoltaico per il riscaldamento non avremo più energia per il resto della casa, elettrodomestici ed illuminazione.
Quindi tutta l’energia che ci mancherà la andremo a prelevare dalla Rete.
Ora lasciando le cose così come stanno ,abbiamo già ottenuto un notevole risultato in quanto per 7 mesi l’anno saremo indipendenti dalla rete, quindi costo Zero, e nei rimanenti mesi di bassa insolazione avremo comunque dei costi molto contenuti.
Riassumendo dal costo iniziale energetico di 3.300 € saremo scesi ad un costo annuo di soli 650 € – 80% ! , non male direi, e volendo possiamo ancora abbassarlo
aggiungendo altre tecnologie.
Faremo ora un’analisi dei costi per realizzare questo impianto con prezzi realistici del mercato attuale comprensivi di posa in opera.
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Nr. 1-Impianto Fotovoltaico da 6 Kw. ……………………………………………..……….€ 12.000
Nr. 1-Sistema di accumulo con batterie al litio……………………………….……….€ 13.000 Nr. 1- Pompa di Calore da 10 Kw. termici ed accumulo da 300 lt…………….€ 15.000
Nr 1 Caldaia Ionica……………………………………………………………………………………€ 3800
Nr. 1- Centralina per acc. termico controllo Leonardo…………..………………………€ 700
Totale spesa……………………………………………………………………………….…………….€ 44.500
Totale iva parte al 10% parte al 22%……………………………………………………€ 6.790
Totale Ivato………………………………………………………………………………………………€ 51.290
Totale detrazioni fiscali dall’imponibile…………………………….……………..………..€ 25.175
Spesa al netto delle detrazioni fiscali…………………………………………………………€ 26.115
Risparmio annuo ottenuto sulle bollette adottando queste tecnologie……….€2.650.
Tempo di rientro investimento………………………………………………………….9,.8 anni circa
I prezzi sopra esposti sono realistici, ma indicativi, in quanto i costi di trasferta ed installazione variano in base al grado di difficoltà e dalla distanza della trasferta.
Questo intervento di riqualificazione energetica sino a tre anni fa costava un 30% in più, comunque è sempre un investimento impegnativo che molti vorrebbero fare e
poi pochi realmente si possono permettere di farlo.
Ora Noi che lavoriamo in questo settore da Anni , conosciamo bene queste problematiche e sappiamo quanto è difficile vendere dei pacchetti tecnologici abbastanza impegnativi come questo che stiamo esponendo, specialmente se la vendita avviene tramite il Web , ed i motivi possono essere diversi, tipo spesa troppo alta, diffidenza sul fornitore, diffidenza sul service eventuale futuro, incertezze sulle garanzie, diffidenza sulla qualità dell’installazione , ecc.
Sono tutti giusti ed ottimi motivi che alla fine svogliano i potenziali Clienti a
fare il lavoro , anche se sono convinti della sua utilità.
La nostra esperienza nel settore sia tecnico che commerciale, maturata in 40 anni di attività ci ha portato a sviluppare delle particolari soluzioni commerciali, ed anche questo è, un altro compromesso.
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La soluzione è la FILIERA CORTA sull’acquisto della tecnologia essenziale.
Dalla fabbrica al consumatore.
L’installazione verrà poi eseguita da tecnici locali scelti dal cliente stesso.
Questi tecnici devono godere della fiducia del cliente ed il rapporto sarà diretto tra loro, e saranno elettricisti per il settore elettrico e termotecnici ,Idraulici o frigoristi
per il settore termico.
In questo modo la spesa prima esposta si ridurrà di molto .
Il nostro ruolo sarà quello di dimensionare e sviluppare il progetto nel suo insieme
Consigliare i giusti prodotti, i migliori presenti oggi sul mercato, con una rete service i tutta Italia.
In pratica Vi faremo da Intermediari, e potrete acquistare direttamente in fabbrica
o da Noi, per comodità di raggruppamento di piccole fattura, ma la merce partirà dalla fonte ed andrà direttamente sino a casa vostra.
Ci saremo solo Noi, che prenderemo una piccola provvigione dal fornitore per ripagare il nostro ruolo.
Proseguiamo ancora con il nostro progetto e spostiamoci ancora più avanti sino a cercare di raggiungere la totale indipendenza energetica.
Visto che con la filiera corta ed altri aggiustamenti di progetto possiamo risparmiare molto sul costo totale , possiamo pensare anche di investire parte di questo risparmio per migliorare le prestazioni dell’insieme sino a farci raggiungere la totale indipendenza energetica .
Prima di proseguire il nostro progetto rifaremo un analisi dei costi adottando lo schema dell’acquisto In fabbrica della materia prima ( Filiera Corta).
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Nr.-20 Pannelli fotovoltaici da 300 Watt………………………………………..…………..…€ 4.200
Nr 1 Inverter Multifunzione da 6 Kw…………………………………………………………….€ 2.700
Strutture per fissaggio pannelli al tetto………………………………………………………….€ 1.200
Box batterie al Litio da 6 Kw…………………………………………………………………………..€ 7.100
Caldaia elettrica a dissociazione Ionica………………………………………………………….€ 2.500
Kit Pompa di calore aria /acqua da 10 Kw con accumulo da 300 lt………………..€ 5.900
Centralina di controllo Leonardo…………………………………………………………………..€ 400
Totale………………………………………………………………………….……………………………….€ 24.000
Iva parte al 10% parte al 22%…………………………………………………………………€ 2.583
Totale merce ivata……………………………………………………………………………………….€ 26.583
Sono 24.707 € in meno rispetto la prima versione.
Qui dobbiamo aggiungere solo gli oneri di installazione che vi gestirete da soli tramite i vostri artigiani di fiducia.
Non avendo costi di trasferta è un lavoro di circa 5.000 €.
Abbiamo comunque risparmiato rispetto a prima 19.707 € , una bella somma direi .
Considerando un totale di sgravi fiscali di 14.280 € ed un risparmio annuo sulle bollette di altri 2.650 € rientreremo dell’investimento in soli 4,6 anni .
Vediamo ora come migliorare le prestazioni di questo impianto per ottenere la totale indipendenza energetica , sia termica che elettrica.
Con l’impianto configurato nel modo attuale raggiungeremo l’indipendenza energetica per soli 7 mesi l’anno, nei rimanenti 5 mesi avremo dei costi energetici da sostenere.
Questo è dovuto al calo di resa stagionale dell’impianto fotovoltaico.
Per ovviare a questo problema c’è una sola cosa da fare aumentare la potenza del fotovoltaico sino a darci abbastanza energia per coprire i rimanti 5 mesi invernali.
Come fare per rimanere sempre in 220 V. Monofase?
Lo vediamo nel prossimo schema di impianto .
Con questa configurazione di impianto produrremo molta più energia annua di quella che potremmo consumare, quindi la parte eccedente la venderemo alla rete con la formula dello scambio sul posto.
Questo ci produrrà un reddito per tutta la vita dell’impianto Fotovoltaico, diciamo 30 anni, ma è di più.

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Sopra vediamo un’altro  schema di impianto .
La novità più importante è comunque un doppio impianto fotovoltaico da 6 Kw messo in parallelo creando una centrale da 12 Kw in 220 V monofase con una potenzialità annua di produzione di 16.500 Kw , di energia elettrica che ci consentirà di raggiungere l’indipendenza energetica.
Producendo in ’oltre , un surplus di energia da vendere ( soprattutto nei 7 mesi di massima insolazione) , questo ci procurerà un reddito di circa 600 €/anno
Che ci verrà pagato dal GSE.
Andiamo ora a vedere quanto ci costa questa modifica rispetto all’esempio precedente.
Praticamente dobbiamo raddoppiare le voci inerenti il fotovoltaico, vediamo.
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Innanzi tutto spieghiamo perché abbiamo optato per due impianti Fv. da 6 Kw in parallelo anziché uno da 12 Kw. singolo
Il motivo è questo. dobbiamo rimanere con un generatore elettrico in 220 V. monofase perché oltre i 6 Kw sarà tutto in trifase 380V.
La nostra casa lavorerà tutta in 220 V. monofase, quindi è consigliabile fare il Fv in 220 V. monofase per una questione di compatibilità e miglior bilanciamento dei carichi.
Vediamo ora i nuovi costi di acquisto della materia prima.
Nr.-40 Pannelli fotovoltaici da 300 Watt………………………………………..…………..…€ 8.400
Nr 2 Inverter Multifunzione da 6 Kw…………………………………………………………….€ 5.400
Strutture per fissaggio pannelli al tetto………………………………………………………….€ 2.400
Nr 2Box batterie al Litio da 4.5 Kw…………….………………………………………..……..€ 13.000
Caldaia elettrica a dissociazione Ionica………………………………………………………….€ 2.500
Kit Pompa di calore aria /acqua da 10 Kw con accumulo da 300 lt………………..€ 5.900
Centralina di controllo Leonardo…………………………………………………………………..€ 400
Totale merce……………………………………………………………………….……………………..€ 38.000
Iva parte al 10 parte al 22%, totale………………………………………….………………….€ 4.856
Totale Ivato………………………………………………………………………………..……………….€ 42.856
Totale sgravi fiscali……………………………………………………………………..……………….€ 20.320
Costo finale considerando gli sgravi……………………………………………..……………..€ 22.536
Risparmio annuo…………………………………………………………………………..………….…€ 3.300
Ricavo vendita energia /anno………………………………………………………..……………€ 600
Totale annuo risparmio più guadagno………………………………………………………….€ 3.900
Tempo rientro investimento . Anni……………………………….…………………..………..€ 5,7
Come vediamo a prescindere dall’investimento molto più alto rispetto la precedente versione i tempi di rientro sono quasi uguali, perché questa ultima versione costerà di più, ma produrrà più risparmio e più guadagno.
Teniamo presente che non abbiamo considerato l’inflazione con i relativi aumenti di bollette nell’arco degli anni quindi il conteggio fatto è sicuramente al ribasso perché il risparmio reale a cui andremo incontro sarà sicuramente maggiore di quanto esposto.