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Stazione di Ricarica per l'auto Elettrica

cosa occorre per ricaricare la propria auto elettrica nel garage di casa ?

Occorre un Wallbox !

La prima cosa è avere una serie di informazioni su questa nuova tecnologia ed opportunità

In modo da poter effettuare le giuste scelte in base le esigenze del veicolo da ricaricare

Nel nostro Paese, il mercato dei veicoli elettrici, e quindi delle colonnine elettriche o torrette, è ancora tutto da sviluppare. Parlo sia delle torrette domestiche che di quelle pubbliche. Proprio in considerazione della poca presenza sul territorio dei punti di ricarica, potresti considerare di installare una colonnina di ricarica proprio in casa tua.  Specialmente perchè, il costo di ricarica dalla colonnina pubblica è doppio rispetto a quello di un’utenza domestica! . Inoltre, le novità introdotte nel Decreto Rilancio del 19 maggio 2020, porteranno sicuramente al boom dell’elettrico. Difatti, a partire dal 1 luglio 2020 e fino a dicembre 2021, potrai ottenere “gratuitamente” delle colonnine da installare nel tuo garage. Ma non è sufficiente chiamare il miglior produttore e chiedere il wallbox più caro, tanto è in regalo. Dovrai realizzare altri interventi. Vedremo in seguito di cosa si tratta.

Se non dovessi ottenere la detrazione, non scoraggiarti. L’elettrico è il futuro e il costo delle colonnine è, relativamente, accessibile.

                                                                                                            Indice

Vantaggi dell’elettrico.

Potenze e tempi di ricarica.

Tipi di prese.

Cosa presentare al comune o al gestore di rete?

Chi sono i principali produttori di colonnine?

Quanto costa una colonnina?

Ecobonus 110%

                                                                                                    Vantaggi dell’elettrico.

Ma andiamo per gradi. Tutti ormai concordano che ci sarà un vero e proprio boom dell’elettrico. Difatti, i vantaggi dell’elettrico sono molteplici.

                                                    Colonnine elettriche per ricarica auto , costi ,caratteristiche , pratica Enel

Oltre al tema ambientale e ai benefici in termini di riduzione dell’inquinamento acustico, il motore elettrico ha bisogno di una ridotta manutenzione. L’auto elettrica, avendo meno parti in movimento è meno soggetta a malfunzionamenti o rotture.

Inoltre, con i veicoli elettrici si ottiene un buon risparmio energetico e un rendimento superiore rispetto ad altre soluzioni, come ad esempio le auto a carburante.

Infine, un aspetto che piace molto agli autisti: il beneficio economico. Vediamo il confronto tra un’auto elettrica e una a gasolio sulla base di una percorrenza di 15.000 km/anno:

Auto elettrica: (Costo energia ore notturne: 0.20 €/kwh) 15.000 km/anno x 125 Wh/km = 1875 kWh/anno pari a 375 € per percorrere 15.000 km in un anno.

Auto a gasolio: (Costo gasolio: 1.5 €/l) 15.000 km/anno x 0.06 litri/km = 900 Litri /anno pari a 1350 € per percorrere 15.000 km in un anno.

Si può notare come, utilizzando delle auto elettriche rispetto alle auto a gasolio, si ha un risparmio di 975€/anno.

Con un pieno da 5 €, una macchina elettrica percorre 150 Km. Con una auto diesel, è già tanto se percorriamo 50 km.

Di contro, tra gli svantaggi abbiamo: batterie con poca autonomia, costi superiori di acquisto delle auto e poche stazioni di ricarica.

Un ottimo rimedio alla carenza di stazioni, è montarsi una colonnina di ricarica privata in casa!!! Vorrei darti dei consigli sulla scelta delle colonnine, per poi passare ai costi, alle detrazioni fiscali e ai permessi:

                                                                                            Potenze e tempi di ricarica:

La potenza della ricarica è determinante per capire il tempo necessario per caricare la batteria e viene misurata in Kw (chilowatt).

La maggior parte delle colonnine pubbliche presenti in Italia hanno una potenza di circa 22Kw mentre, la ricarica domestica, avviene solitamente con una potenza di 3Kw, potenza standard nelle case.

Quindi, qualora decidessi di installare una colonnina in casa, non dovrai nemmeno modificare l’impianto elettrico!

Facendo un semplicissimo calcolo, una batteria da 30 Kwh (le batterie in commercio hanno capacità comprese tra i 20 kWh e i 40 kWh), avrà quindi bisogno di circa 10 ore per ricaricare tramite una colonnina “di casa” da 3 Kw. In pratica, ti basterà lasciare la tua macchina ecologica a ricaricare la notte, per ritrovarla, il giorno dopo, con il “serbatoio pieno”.

Invece, da una rete pubblica da 22 Kw, la ricarica avviene in solo 2 ore. Con l’avvento di batterie sempre più capienti, sono state installate nelle città, colonnine con potenze superiori ai 50 Kw. In questi casi, il tempo di ricarica è di circa 1 ora, mentre per ottenere una ricarica dell’80%, ti basteranno 15/30 minuti.

Esistono anche dispositivi da 120 kw, ma solo nei supercharger Tesla e per le auto del costruttore californiano.

Attenzione però: solo raramente si eseguono ricariche complete. Infatti, chi ha un’auto elettrica è abituato a fare ricariche parziali, “rabbocchi”, per cui il tempo reale di occupazione della colonnina è inferiore.

In definitiva, nel mercato troverai 4 tagli di potenze: 3,7 e 7,4 kW in monofase, 11 e 22 kW in trifase. Ti ricordo che fino a 6 kw non occorre il progetto di un ingegnere per modificare l’impianto elettrico. Quindi, se non volessi intervenire sull’impianto ma solo chiedere un aumento di potenza al gestore, potresti acquistare anche una colonnina da 7,4 kw e limitarla a 6 kw.

                                                                                                               Tipi di prese.

Inoltre, ogni veicolo è solitamente compatibile con un solo tipo di presa, a meno che non si acquisti un adattatore.

Esistono diversi tipi di connettori ma ad oggi i più utilizzati sono il Tipo 2, la presa Chademo e la presa CCS Combo 2.

prese ricarica colonnine elettriche

Il connettore di Tipo 2 (anche detto Mennekes) è il connettore standard europeo ed utilizza la corrente alternata (AC). E’ infatti presente in gran parte delle colonnine che si trovano in giro per l’Europa. Si tratta del sistema di ricarica più diffuso ed è utilizzato da quasi tutti i veicoli elettrici moderni. In pratica, sono esclusi solo i veicoli leggeri. In Italia è il modo di ricarica obbligatorio in ambienti pubblici e nei luoghi privati aperti a terzi. La potenza massima utilizzabile con questo connettore è di 43Kw.

Lo standard CHAdeMO è lo standard per la ricarica veloce in corrente continua (DC) più diffuso al mondo. E’ utilizzato già da alcuni anni, è presente ad esempio sui veicoli Nissan, Mitsubishi, Peugeot, Citroen.

Lo standard CCS (Combined Charging System) consiste in un connettore di ricarica sul veicolo elettrico, che comprende sia la ricarica rapida in corrente continua (DC) sia la ricarica lenta in corrente alternata (AC). In Europa il CCS è realizzato a partire dal connettore Tipo 2, per cui il sistema prende il nome di Combo2. Questo sistema è oggi adottato da alcune case automobilistiche europee (ad esempio BMW e Volkswagen).

                                                                                       Modi di ricarica auto elettrica

Adesso che conosci le caratteristiche che dovrà avere la tua colonnina, vediamo a chi dovrai comunicare l’installazione: Cosa presentare al comune o al gestore di rete?

Nonostante ci troviamo in Italia, non dovrai chiedere udienza al papa o parlare con il magnifico podestà, ma: ad oggi, non è richiesto alcun permesso o pratica al comune per installare una colonnina elettrica!

Inoltre, l’auto elettrica, è a tutti gli effetti come un “elettrodomestico”. Non avrai obblighi verso “il Gestore di Rete” e non servono pertanto permessi o autorizzazioni nemmeno verso di lui.

E’ possibile ricaricare l’auto elettrica collegandola al contatore esistente, così come si fa per tutte le altre utenze elettriche in casa. Non è necessaria una contabilizzazione separata e quindi un nuovo contatore.

Se la potenza al contatore è limitata (ad esempio 3 kW), si possono utilizzare stazioni di ricarica con la corrente regolabile, oppure ricaricare durante la notte (momento in cui normalmente le altre utenze elettriche importanti non stanno funzionando). Se ci dovessero essere esigenze differenti, bisognerà allora procedere con una richiesta di aumento di potenza al contatore. E’ bene sottolineare che, questa è una scelta, molte persone in Italia ricaricano tutti i giorni con un normalissimo 3 kW.

                                                                                          Maggioranze condominiali

Se vivi in un condominio e volessi installare una colonnina per tutti i condomini, dovrai far aggiungere la richiesta all’ordine del giorno dell’assemblea. La delibera, per essere approvata, necessiterà del consenso di 501 millesimi su 1000 e della maggioranza in numero dei condomini (ad esempio 3 condomini su 5 totali del

condominio).Viceversa, se volessi installarla in garage per uso personale, non dovresti inviare alcuna comunicazione, ne tantomeno, chiedere l’autorizzazione.

Infine, dal 2018, vige l’obbligo per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, di fornire gli immobili una predisposizione per installare le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici.

                                                                   

                                                                                           Quanto costa una colonnina?

Quello che consiglio sempre, per ogni acquisto, è di richiedere più preventivi e di farsi specificare modello, quali sono gli optional inclusi e se l’iva e l’installazione sono inclusi nel prezzo.

                                                                        In commercio, possiamo trovare due tipi di dispositivi:

 il wallbox, costituito da una “scatola” che si attaccata direttamente al muro;

 le colonnine di ricarica, che sono una sorta di totem.

 Il prezzo dei due dispositivi si discosta di poco. Di contro, il fattore che comporta una sostanziale differenza di prezzo è la potenza. Vediamo un esempio esplicativo:

A questi andranno aggiunti i prezzi di installazione che variano dai 400 ai 600 €.

Ecobonus 110%

Ma attenzione, fino a dicembre 2022 è possibile acquistare un colonnina elettrica sfruttando la detrazione IRPEF al 110% introdotta con il Decreto rilancio. In pratica, in 5 anni, ti verrà restituito più di quanto hai speso e se non vuoi proprio togliere i soldi dal portafoglio, potresti cedere il credito alle imprese installatrici o alle banche. Per ottenere il beneficio, non sarà sufficiente installare una colonnina, ma dovrai obbligatoriamente realizzare uno di questi interventi sull’edificio:

– cappotto o isolamento termico su più del 25% dell’involucro del tuo edificio; sostituzione del riscaldamento condominiale con un un impianto a caldaia a condensazione, a pompa di calore, ibrido etc.;

– se vivi in una casa unifamiliare, sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente con un impianto a pompa di calore, ibrido etc;

e abbattere di due classi la certificazione energetica APE del tuo immobile.

Il massimale detraibile è di 3.000 €. In questo massimale possono essere comprese le spese per l’aumento della potenza del contatore fino a 7kW.

Quindi, se non realizzi almeno uno degli interventi elencati e non migliori l’APE, non potrai accedere al bonus. 

Spero che l’articolo ti sia stato utile.

Un Saluto da

Stefano  Pignotti