La Casa a Costo Zero

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Vediamo quali sono le tecnologie necessarie per raggiungere l’obbiettivo della Casa a Costo Zero

1- Fotovoltaico
2- Piano cottura ad induzione magnetica
3- Impianto radiante sottopavimento
4- Utilizzo ACS
5- Inverter multifunzione
6- Quadro di Campo
7- Pompa di Calore (Unità esterna)
8- Unità interna Idronica della Pompa di Calore
9- Batterie al Litio
10- Wall Box auto elettrica

In questo articolo evidenziamo una serie di prodotti necessari a raggiungere l’obbiettivo dell’indipendenza energetica nella propria abitazione.
Questi prodotti dovranno essere ben dimensionati in base le caratteristiche energetiche della Casa.

In questo articolo evidenziamo una serie di prodotti necessari a raggiungere l’obbiettivo dell’indipendenza energetica nella propria abitazione.Questi prodotti dovranno essere ben dimensionati in base le caratteristiche energetiche della Casa.
Questo sarà il nostro ruolo, “Aiutarvi a fare le giuste scelte” onde poter raggiungere l’ambizioso obbiettivo della Casa con Zero Bollette.
Quando si parla dei costi energetici nella propria abitazione le voci sono sempre due, La bolletta del Gas e quella dell’energia elettrica.
Prima considerazione il Gas non possiamo produrlo in proprio, mentre l’energia elettrica si, quindi la Casa sarà alimentata da sola energia elettrica, Casa No Gas.
Non avremo oneri di allaccio al metano, con quote fisse da pagare, noleggi contatori ecc.
Niente canne fumarie e tetto libero da ingombri, perché ci servirà per il nostro impianto fotovoltaico.
Quindi iniziamo subito a risparmiare levando cose inutili.

L’obbiettivo di raggiungere l’indipendenza energetica domestica è facilmente raggiungibile su case di nuova costruzione, in classi energetiche in classe A o A++ dove il fabbisogno energetico annuo è molto basso, quindi avremo bisogno di pompe di calore con potenze termiche basse, ed impianti fotovoltaici di taglia più piccola, di conseguenza i costi di acquisto dell’intero impianto saranno più contenuti.

Nelle case più energivore, prive di cappotto, in zone climatiche più fredde, l’obbiettivo dell’indipendenza energetica lo raggiungeremo comunque, ma serviranno Pompe di Calore e Fotovoltaico con taglie più grandi, quindi con costi finali più alti.

Avremo comunque un grande aiuto dagli incentivi statali previsti, sotto forma di sgravi fiscali, che verranno spalmati in 10 anni, nella misura del 65% sulle pompe di calore e del 50% sul fotovoltaico, batterie, e Wall Box, quindi in proporzione, chi spenderà di più avrà comunque più sgravi fiscali.

Un’altra forma di incentivo è lo scambio sul posto dell’energia prodotta in surplus dal fotovoltaico, che sitraduce nella vendita di questa quota di “energia prodotta ma non auto consumata” alla rete Enel, che verrà contabilizzata da un apposito contatore e pagata dal GSE ogni 6 mesi con tariffe prestabilite.Questa vendita ci produrrà un introito annuo, (tramite bonifico) quindi soldi veri, e sarà per sempre.

Anche questo contributo” Vendita dell’energia in surplus” sommato agli sgravi fiscali ed al risparmio ottenuto sulle bollette, ci permetterà di rientrare velocemente dall’investimento che abbiamo sostenuto.

Esempio di schema impianto di riqualificazione termica ed elettrica

Il nostro principale generatore di energia sarà l’impianto fotovoltaico che produrrà tutta l’energia che ci servirà per alimentare la nostra casa durante tutto l’anno, ma con alcuni accorgimenti che ci permetteranno di sfruttare al massimo l’energia prodotta, vediamo quali sono questi accorgimenti.

Una Casa di 120 mt.2 in classe A+ sita in centro Italia per riscaldarsi e produrre Acqua Sanitaria avrà bisogno di 2.000 Kw Termici / anno per produrre 2000 Kw termici con una pompa di calore con un COP medio di 3,5 consumeremo circa 580Kw/h di energia elettrica, consideriamo altri 3.000 Kw/h di consumi elettrici per il resto della casa (illuminazione, ed elettrodomestici) avremo un totale di consumi elettrici annui di 3.580 Kw/h .

Un Impianto fotovoltaico di 3 Kw esposto a Sud nel centro Italia in un anno può produrre 3.800 Kw di energia elettrica, considerando che ne consumiamo solo 3.580 il gioco è fatto direte Voi, abbiamo raggiunto l’indipendenza energetica!, purtroppo non è così che andranno le cose, perché non combaceranno mai i tempi di produzione con quelli dei consumi nella stessa entità, riusciremo a consumare solo il 25% sul totale della produzione.

Questo perché la produzione del fotovoltaico è discontinua, in quanto legata alla insolazione.

Di giorno produce, la notte no, in estate produce il triplo di quello che produce in inverno, come sono incostanti anche i consumi elettrici, in inverno si consuma molto di più di quello che si consuma in estate, la notte si continua a consumare energia, anche se in forma ridotta.

Andamento autoconsumo senza accumulo

Andamento autoconsumo con accumuli

 

Come possiamo risolvere questo problema di fondo? Lo possiamo risolvere con i Sistemi di Accumulo, e ne abbiamo di 3 tipi:

  1. Accumulo Elettrico
  2. Accumulo Termico
  3. Accumulo Finanziario

 

L’accumulo elettrico sono praticamente le batterie al Litio che dovremo dimensionare correttamente.
L’accumulo termico sono i serbatoi di accumulo di acqua che gestiremo caricandoli di energia termica solo quando il fotovoltaico produce con appositi accorgimenti di controllo.
L’accumulo finanziario è lo scambio sul posto che ho illustrato in precedenza, ed anche questo verrà dimensionato sovradimensionando la taglia del fotovoltaico.

Con l’accumulo elettrico porteremo l’autoconsumo dal 25 al 50% della nostra produzione fotovoltaica.
Con l’accumulo termico incrementeremo di un altro 15% l’autoconsumo.
Co l’accumulo finanziario se rimaniamo con il fotovoltaico sulla taglia dei 3 Kw avremo un altro 15% di autoconsumo portando il totale di autoconsumo all’80%, ma non siamo ancora indipendenti.
Per farlo dovremo aumentare la taglia del fotovoltaico da 3 a 4,5 oppure 6 Kw e il gioco è fatto.
Questa è la logica di fondo dei flussi di energia prodotta e consumata.

Ma si può agire anche sul lato dei consumi, sia termici che elettrici con una serie di accorgimenti che approfondirò in un altro articolo, portando i consumi elettrici annui da 3.580 Kw magari a 2.500 Kw.

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